13 marzo 2017

25 luglio 2016

Completato dopo 19 anni vecchio progetto per Amiga

Fino a qualche settimana fa Center Court Tennis 2 ha rimpolpato la folta lista degli unreleased game. Adesso è scaricabile e perfettamente giocabile.

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20 ottobre 2015

Ritorno al Futuro – Tutto pronto per il raduno mondiale e l’uscita dei nuovi cofanetti della trilogia‏

Il futuro è finalmente arrivato! Domani sarà il 21 ottobre 2015, il giorno in cui Marty McFly e Doc Brown hanno viaggiato nel futuro. Quel giorno è diventato di diritto il Ritorno al Futuro Day...

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19 ottobre 2015

Google Cardboard e i nomi delle app Android

Quando Google ha mostrato per la prima volta Carboard, durante l’evento I/O 2014, in molti hanno pensato ad un progetto poco ambizioso, più che altro per via dei materiali estremamente economici impiegati dal visore, messo in campo per contrastare in qualche modo gli investimenti della concorrenza nell’ambito della realtà virtuale. Oggi, però, la tecnologia sta [...]

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12 settembre 2015

Super Mario compie 30 anni

News - Il 13 settembre 1985 il primo gioco dell'idraulico italiano arrivava nei negozi.


tratto da Zeus News - Home - che puoi leggere a http://bit.ly/1VTFygn
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31 agosto 2015

Mazinga Z: la serie in versione integrale in esclusiva su Man-Ga

Mazinga Z torna in tv per i nostalgici dei robottoni! La serie completa del robot gigante arriva in esclusiva su Man-Ga, a partire dal 16 settembre, dal lunedì al venerdì alle 20.25. La grande...

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29 luglio 2015

Pinterest: 5 bacheche dedicate al riciclo delle capsule Nespresso

Partiamo con la bacheca Pinterest di iltulipanoblu. Qui trovate delle cose incredibili fatte con le capsule della Nespresso: braccialetti, orecchini, soprammobili, portachiavi, decorazioni... non...

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19 luglio 2015

Sabaudia Film Fest: il festival dedicato alla commedia italiana

Dal 10 al 18 luglio - Sabaudia (LT). 8 film in concorso per la miglior commedia, 5 opere prime, una retrospettiva con 6 film sulla commedia balneare e incontri con registi e autori della commedia italiana. Ospiti Paola Cortellesi, Luca Argentero, Edoardo Leo, Vincenzo Salemme, Paolo Genovese, Margherita Buy e tanti altri

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08 luglio 2015

L'irresistibile ascesa dell'open source

Il software libero, sotto la spinta di big data e cloud, penetra anche in aziende che hanno prosperato su quello proprietario.

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04 luglio 2015

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Su Twitter arrivano le emoji dedicate al tennis e a Wimbledon

Twitter - Twitter adora stupirci lanciando ogni tanto gli hashflags, le emoji personalizzate. Queste particolari emoji arrivano quando meno te lo aspetti, soprattutto in occasione di eventi importanti...

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03 luglio 2015

Pistoia Blues 2015, programma e info biglietti: Mumford & Sons, Hozier e Sting tra i presenti

Pistoia Blues 2015 non smentisce la sua fama di festival che ama contaminare l'essenza del genere musicale da cui prende il nome con nomi che il blues lo hanno introiettato per renderlo qualcos'altro:...

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Export, la spinta delle PMI: +4,1% nel primo trimestre


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La fiducia di consumatori e imprese sale a giugno

A giugno sale la fiducia di imprese e consumatori che raggiunge il livello massimo da sette anni a questa parte. Secondo i dati Istat diffusi oggi l'indice è cresciuto da 101,8 di maggio a 104,3,...

tratto da Soldiblog.it che puoi leggere a http://bit.ly/1KygSWc
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19 aprile 2014

Treni


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07 novembre 2013

Open



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26 agosto 2012

Nessuna connessione

In una domenica ancora non attraversata dal caldo torrido, ma non per questo meno assolata, l'imperativo era uscire per non seppellire sotto il peso di un cielo azzurro cobalto come non si vedeva da un bel po'...
E il rifugio è stato questa volta: Cinecittà. Quasi assediata dall'okkupazione, ma non ne avevamo assolutamente idea, quasi segnata dall'incendio al teatro 5, che sarebbe occorso qualche giorno dopo...
Ed eccoci qua proiettati in spazi di epoche lontane, lontani dal traffico e la folla, sconnessi nelle scene di "Roma", ma anche in un piccolo borgo medievale o nelle strade di una old New York.
E però, a tornare nella supposta civiltà il passo è breve, ma non troppo: si può vivere anche la strana sensazione che dà ritrovarsi in un sottomarino alla periferia est di Roma, nuova.
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06 dicembre 2011

Il Mediterraneo e gli arabi - Treccani Portale

Il Mediterraneo e gli arabi - da Treccani Portale

di Antonio Fanella*


Il rapporto degli arabi con il Mediterraneo ha ben presto destabilizzato l’assetto ereditato dal mondo greco-romano, producendo per alcuni secoli una civiltà in grado di competere efficacemente con il mondo cristiano. Dopo alcuni secoli di frammentazione e decadenza, il mondo arabo mediterraneo, pur riuscendo a riscattarsi dal colonialismo europeo, non ha saputo produrre un modello di relazioni economiche e culturali in grado di alimentare la crescita delle due sponde.

La storia delle relazioni arabo europee passa per buona parte per il Mediterraneo, la cui sorte quindi è stata quella di accompagnarne e amplificarne le fasi, sia quando hanno prevalso le ragioni dello scambio, sia quando si sono imposte quelle del confronto e del conflitto.
La caduta dell’Impero Romano a opera delle popolazioni germaniche tra il V ed il VI secolo d.C. ha indubbiamente costituito per l’Europa occidentale un elemento di discontinuità nella sua storia, ma esso è stato successivamente attenuato dalla capacità delle popolazioni latine sottomesse nell’esercitare una notevole influenza culturale, religiosa e politica sui nuovi arrivati, depotenziandone via via la carica antagonista ed eversiva nei confronti del vecchio mondo latino. Ben maggiore è stato per il vecchio “mare Nostrum” l’impatto dell’irruzione delle popolazioni arabe nella sua storia. Le sue conseguenze sono state di lunga durata; tra esse, la fine definitiva dell’unità del mondo mediterraneo, già messa pesantemente in crisi da Vandali e Visigoti e solo parzialmente ricostituita dall’Impero bizantino agli inizi del VII secolo. Nel breve volgere del secolo successivo la frattura tra il Mediterraneo “europeo” e quello via via islamizzato si è allargata progressivamente, ancor più dopo la conquista araba della penisola iberica.

Sul Mediterraneo si affaccia una civiltà moderna e onnivora: l’Islam
Tra il 630 e il 732 gli Arabi, per secoli confinati nel deserto della penisola arabica, prima si affacciano in Siria e in Palestina, sottomettendo Antiochia, Aleppo, Gerusalemme, Gaza, Cesarea, poi è la volta dell’Egitto e dell’intero Maghreb, fino ad arrivare alla conquista della maggior parte della penisola iberica. La sconfitta subita nel 732 a opera dei Franchi di Carlo Martello, se permette all’Europa di respirare e ai Franchi di avviare una prima controffensiva, non mette in discussione la sostanza dei nuovi equilibri geografici e strategici dell’ultimo secolo. L’Islam si trova a governare un’area vastissima che va dalla Persia alla penisola iberica. Le tribù che un tempo vivevano nel deserto arabico erano state in grado prima di conquistare il mondo delle sofisticate città del litorale mediterraneo, poi di assorbire almeno parte della loro cultura e di reinventarsi come marinai e navigatori, tanto da minacciare l’egemonia marittima bizantina. Il mondo islamico riesce, sia pure non senza problemi, a integrare un numero crescente di non arabi (mawali) e con la dinastia abasside (750-1258) a elaborare un modello di sviluppo e di gestione della società non più fondato sui proventi della guerra ma sulla produzione e sul commercio. Ma se i califfi abassidi, stabilendo la loro capitale a Bagdad, segnano un’apertura importante verso il mondo e la cultura persiana, aprono il passo all’autonomizzazione e alla frammentazione dell’Islam mediterraneo: prima il califfato omayade di Cordova (929-1031), poi il califfato fatimida in Egitto (929-1171) rompono l’unità dell’Islam, innescando tendenze centrifughe che favoriranno al suo interno l’avvento dell’egemonia turca, la “reconquista” cristiana in Spagna e la progressiva ripresa di influenza dell’Impero Bizantino. Ormai il Mediterraneo appare sempre più come una realtà policentrica nella quale i diversi califfati arabi, cristiani occidentali e cristiani orientali giocano ruoli fondamentali senza peraltro pervenire a esercitare su di esso un controllo esclusivo, mentre sul piano economico i momenti di interazione reciproca si alternano con fasi di chiusura.

Il difficile percorso della modernità araba
Dal XII secolo il rapporto degli arabi con il Mediterraneo appare sempre più condizionato dai turchi, tanto da condividerne i successi e la successiva lenta decadenza. Lo sviluppo della potenza marittima dei portoghesi e degli spagnoli nel corso del secolo XV, il successivo ingresso degli inglesi nel mare un tempo latino e greco, indicano una loro crescente marginalizzazione in un mare già di per sé fortemente ridimensionato nel suo sviluppo economico e commerciale dalle scoperte nel nuovo mondo e dal dislocamento sull’Atlantico delle rotte commerciali più importanti; del resto parallela a quella che a partire dal XVII secolo. Stava interessando numerosi stati dell’area, a vantaggio di potenze extramediterranee come l’Inghilterra. Né l’avvento del colonialismo contribuisce a canbiare i dati del problema. La “modernità” delle potenze coloniali si traduce in uno sfruttamento delle risorse e nell’”esportazione” nelle colonie di nuclei di popolazione frutto dei surplus demografici europei dei secoli XVII-XVIII-XIX.

Successi e limiti della decolonizzazione
Nei primi anni del XX secolo un’importante novità è data dallo sviluppo, nel bacino del Mediterraneo e in altre zone del terzo mondo, di forti e aggressivi movimenti nazionalistici, decisi a recuperare il controllo sui propri spazi geografici e sulle relative risorse naturali. Grazie anche all’indebolimento dei Paesi colonialisti europei, provocato dalle due guerre mondiali e in particolare dalla seconda, movimenti come il Baath in Siria e in Irak, come il Neodestur in Tunisia, il nasserismo in Egitto sono forse il tentativo più radicale mai realizzato dei popoli arabi di riprendere tra le mani il proprio destino e di ridefinire i rapporti con i Paesi ex colonizzatori in una prospettiva al tempo stesso panaraba laica e repubblicana. Momenti chiave del risveglio arabo sono stati la nazionalizzazione del canale di Suez (1956), l’indipendenza della Tunisia (1956), la terribile guerra d’Algeria che ha comunque portato all’indipendenza di questo Paese (accordi di Evian, 1962). Sono anni nei quali, anche appoggiandosi al movimento dei Paesi non allineati, Paesi come l’Egitto perseguono un modello di sviluppo autocentrato che si sforza di mantenere il controllo sulle proprie risorse economiche. Questo modello, che si sforza di industrializzare il Paese senza farsi condizionare dalla divisione internazionale del lavoro, viene applicato nella sua pienezza in Paesi come l’Egitto e l’Algeria, ma entra progressivamente in crisi negli anni ’70 a causa della debolezze politiche accumulate, degli alti costi che implica e del comportamento scarsamente collaborativo dell’Europa, a lungo incapace di costituire un interlocutore valido e propositivo per l’altra sponda del Mediterraneo, anche dopo il promettente avvio segnato dalla Convenzione di Lomé (1975). La cui “politica delle preferenze” entra però in contrasto con la linea liberista del WTO, l’Organizzazione Mondiale del Commercio.
La questione dei rapporti tra le due rive del Mediterraneo, quella europea e quella araba, rimane tra i problemi cruciali del mondo contemporaneo. Le due rive continuano ad avere rapporti verticali caratterizzati da solito schema vigente tra Paesi sviluppati e sottosviluppati. Da una parte l’emisfero nord, non necessariamente i Paesi rivieraschi, esporta prodotti finiti ad alto costo, dall’altra la riva sud esporta materie prime, prodotti a scarso valore aggiunto e lavoro a buon mercato. L’Europa del sud, essa stessa in ritardo nelle tecnologie di punta, mantiene la sua fragile supremazia sull’altra riva, ma senza essere mai riuscita ad innescare quel circolo virtuoso aumento degli scambi-crescita dello sviluppo-aumento degli scambi verificatosi a lungo tra i Paesi dell’Unione Europea.

* Insegna Storia e Filosofia in un liceo romano.


Pubblicato il 14/04/2011
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23 novembre 2011

Acqua di falde amare

Amìala ch'â l'arìa amìa cum'â l'é
amiala cum'â l'aria ch'â l'è lê ch'â l'è lê
amiala cum'â l'aria amìa amia cum'â l'è
amiala ch'â l'arìa amia ch'â l'è lê ch'â l'è lê

Guardala che arriva guarda com'è com'è
guardala come arriva guarda che è lei che è lei
guardala come arriva guarda guarda com'è
guardala che arriva che è lei che è lei

nera che porta via che porta via la via
nera che non si vedeva da una vita intera così dolcenera nera
nera che picchia forte che butta giù le porte

nu l'è l'aegua ch'à fá baggiá
imbaggiâ imbaggiâ

Non è l'acqua che fa sbadigliare
(ma) chiudere porte e finestre chiudere porte e finestre


nera di malasorte che ammazza e passa oltre nera come la sfortuna
che si fa la tana dove non c'è luna luna nera di falde amare che passano le bare


âtru da stramûâ
â nu n'á â nu n'á

Altro da traslocare
non ne ha non ne ha

ma la moglie di Anselmo non lo deve sapere
ché è venuta per me
è arrivata da un'ora
e l'amore ha l'amore come solo argomento

e il tumulto del cielo ha sbagliato momento
acqua che non si aspetta altro che benedetta
acqua che porta male sale dalle scale sale senza sale sale
acqua che spacca il monte che affonda terra e ponte

nu l'è l'aaegua de 'na rammâ
'n calabà 'n calabà

Non è l'acqua di un colpo di pioggia
(ma) un gran casino un gran casino

ma la moglie di Anselmo sta sognando del mare
quando ingorga gli anfratti si ritira e risale
e il lenzuolo si gonfia sul cavo dell'onda
e la lotta si fa scivolosa e profonda

amiala cum'â l'aria amìa cum'â l'è cum'â l'è
amiala cum'â l'aria amia ch'â l'è lê ch'â l'è lê

Guardala come arriva guarda com'è com'è
guardala come arriva guarda che è lei che è lei

acqua di spilli fitti dal cielo e dai soffitti
acqua per fotografie per cercare i complici da maledire
acqua che stringe i fianchi tonnara di passanti

âtru da camallâ
â nu n'à â nu n'à

Altro da mettersi in spalla
non ne ha non ne ha

oltre il muro dei vetri si risveglia la vita
che si prende per mano
a battaglia finita
come fa questo amore che dall'ansia di perdersi

ha avuto in un giorno la certezza di aversi
acqua che ha fatto sera che adesso si ritira
bassa sfila tra la gente come un innocente che non c'entra niente
fredda come un dolore Dolcenera senza cuore

atru de rebellâ
â nu n'à â nu n'à

Altro da trascinare
non ne ha non ne ha

e la moglie di Anselmo sente l'acqua che scende
dai vestiti incollati da ogni gelo di pelle
nel suo tram scollegato da ogni distanza
nel bel mezzo del tempo che adesso le avanza

così fu quell'amore dal mancato finale
così splendido e vero da potervi ingannare

Amìala ch'â l'arìa amìa cum'â l'é
amiala cum'â l'aria ch'â l'è lê ch'â l'è lê
amiala cum'â l'aria amìa amia cum'â l'è
amiala ch'â l'arìa amia ch'â l'è lê ch'â l'è lê

Guardala che arriva guarda com'è com'è
guardala come arriva guarda che è lei che è lei
guardala come arriva guarda guarda com'è
guardala che arriva che è lei che è lei


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