Preferiti e segnalati
13 marzo 2017
25 luglio 2016
Completato dopo 19 anni vecchio progetto per Amiga
tratto da GAMEmag - Videogames che puoi leggere a http://bit.ly/2anx965
20 ottobre 2015
Ritorno al Futuro – Tutto pronto per il raduno mondiale e l’uscita dei nuovi cofanetti della trilogia
Il futuro è finalmente arrivato! Domani sarà il 21 ottobre 2015, il giorno in cui Marty McFly e Doc Brown hanno viaggiato nel futuro. Quel giorno è diventato di diritto il Ritorno al Futuro Day...
L'articolo Ritorno al Futuro – Tutto pronto per il raduno mondiale e l’uscita dei nuovi cofanetti della trilogia sembra essere il primo su Il blog di ScreenWeek.it.
tratto da Il blog di ScreenWeek.it che puoi leggere a http://bit.ly/1LBMJmz
19 ottobre 2015
Google Cardboard e i nomi delle app Android
tratto da Webnews che puoi leggere a http://bit.ly/1LGc6qF via IFTTT
12 settembre 2015
Super Mario compie 30 anni
tratto da Zeus News - Home - che puoi leggere a http://bit.ly/1VTFygn
31 agosto 2015
Mazinga Z: la serie in versione integrale in esclusiva su Man-Ga
tratto da TVBlog.it che puoi leggere a http://bit.ly/1fR8nJQ
29 luglio 2015
Pinterest: 5 bacheche dedicate al riciclo delle capsule Nespresso
tratto da Downloadblog.it che puoi leggere a http://bit.ly/1DaVaXo
19 luglio 2015
Sabaudia Film Fest: il festival dedicato alla commedia italiana
Dal 10 al 18 luglio - Sabaudia (LT). 8 film in concorso per la miglior commedia, 5 opere prime, una retrospettiva con 6 film sulla commedia balneare e incontri con registi e autori della commedia italiana. Ospiti Paola Cortellesi, Luca Argentero, Edoardo Leo, Vincenzo Salemme, Paolo Genovese, Margherita Buy e tanti altri
L'articolo Sabaudia Film Fest: il festival dedicato alla commedia italiana sembra essere il primo su Taxidrivers.it.
tratto da Taxidrivers.it che puoi leggere a http://bit.ly/1JBXsB1
Dal vivo...
11 Luglio,Sabaudia Film Fest,presentazione "Noi e la Giulia" @edoardoleo @Lucaargentero pic.twitter.com/JOcAxYF42o
— Umbi Meschini (@UmbiMeschini) 12 Luglio 2015
08 luglio 2015
L'irresistibile ascesa dell'open source
tratto da Apogeonline articoli e news che puoi leggere a http://bit.ly/1KOwWoj
04 luglio 2015
FOTO #Wimbledon Tsonga è alto 188 centimetri ma vicino a Karlovic non sembra proprio... http://t.co/Txb1BI7cMS pic.twitter.com/UB05g4wAuo
— Corriere dello Sport (@CorSport) July 4, 2015
Su Twitter arrivano le emoji dedicate al tennis e a Wimbledon
tratto da Downloadblog.it che puoi leggere a http://bit.ly/1IBiDlv
03 luglio 2015
Pistoia Blues 2015, programma e info biglietti: Mumford & Sons, Hozier e Sting tra i presenti
tratto da Soundsblog.it che puoi leggere a http://bit.ly/1Uh4Wwt
Export, la spinta delle PMI: +4,1% nel primo trimestre
La fiducia di consumatori e imprese sale a giugno
tratto da Soldiblog.it che puoi leggere a http://bit.ly/1KygSWc
26 agosto 2012
Nessuna connessione
E il rifugio è stato questa volta: Cinecittà. Quasi assediata dall'okkupazione, ma non ne avevamo assolutamente idea, quasi segnata dall'incendio al teatro 5, che sarebbe occorso qualche giorno dopo...
Ed eccoci qua proiettati in spazi di epoche lontane, lontani dal traffico e la folla, sconnessi nelle scene di "Roma", ma anche in un piccolo borgo medievale o nelle strade di una old New York.
E però, a tornare nella supposta civiltà il passo è breve, ma non troppo: si può vivere anche la strana sensazione che dà ritrovarsi in un sottomarino alla periferia est di Roma, nuova.
06 dicembre 2011
Il Mediterraneo e gli arabi - Treccani Portale
di Antonio Fanella*
Il rapporto degli arabi con il Mediterraneo ha ben presto destabilizzato l’assetto ereditato dal mondo greco-romano, producendo per alcuni secoli una civiltà in grado di competere efficacemente con il mondo cristiano. Dopo alcuni secoli di frammentazione e decadenza, il mondo arabo mediterraneo, pur riuscendo a riscattarsi dal colonialismo europeo, non ha saputo produrre un modello di relazioni economiche e culturali in grado di alimentare la crescita delle due sponde.
La storia delle relazioni arabo europee passa per buona parte per il Mediterraneo, la cui sorte quindi è stata quella di accompagnarne e amplificarne le fasi, sia quando hanno prevalso le ragioni dello scambio, sia quando si sono imposte quelle del confronto e del conflitto.
La caduta dell’Impero Romano a opera delle popolazioni germaniche tra il V ed il VI secolo d.C. ha indubbiamente costituito per l’Europa occidentale un elemento di discontinuità nella sua storia, ma esso è stato successivamente attenuato dalla capacità delle popolazioni latine sottomesse nell’esercitare una notevole influenza culturale, religiosa e politica sui nuovi arrivati, depotenziandone via via la carica antagonista ed eversiva nei confronti del vecchio mondo latino. Ben maggiore è stato per il vecchio “mare Nostrum” l’impatto dell’irruzione delle popolazioni arabe nella sua storia. Le sue conseguenze sono state di lunga durata; tra esse, la fine definitiva dell’unità del mondo mediterraneo, già messa pesantemente in crisi da Vandali e Visigoti e solo parzialmente ricostituita dall’Impero bizantino agli inizi del VII secolo. Nel breve volgere del secolo successivo la frattura tra il Mediterraneo “europeo” e quello via via islamizzato si è allargata progressivamente, ancor più dopo la conquista araba della penisola iberica.
Sul Mediterraneo si affaccia una civiltà moderna e onnivora: l’Islam
Tra il 630 e il 732 gli Arabi, per secoli confinati nel deserto della penisola arabica, prima si affacciano in Siria e in Palestina, sottomettendo Antiochia, Aleppo, Gerusalemme, Gaza, Cesarea, poi è la volta dell’Egitto e dell’intero Maghreb, fino ad arrivare alla conquista della maggior parte della penisola iberica. La sconfitta subita nel 732 a opera dei Franchi di Carlo Martello, se permette all’Europa di respirare e ai Franchi di avviare una prima controffensiva, non mette in discussione la sostanza dei nuovi equilibri geografici e strategici dell’ultimo secolo. L’Islam si trova a governare un’area vastissima che va dalla Persia alla penisola iberica. Le tribù che un tempo vivevano nel deserto arabico erano state in grado prima di conquistare il mondo delle sofisticate città del litorale mediterraneo, poi di assorbire almeno parte della loro cultura e di reinventarsi come marinai e navigatori, tanto da minacciare l’egemonia marittima bizantina. Il mondo islamico riesce, sia pure non senza problemi, a integrare un numero crescente di non arabi (mawali) e con la dinastia abasside (750-1258) a elaborare un modello di sviluppo e di gestione della società non più fondato sui proventi della guerra ma sulla produzione e sul commercio. Ma se i califfi abassidi, stabilendo la loro capitale a Bagdad, segnano un’apertura importante verso il mondo e la cultura persiana, aprono il passo all’autonomizzazione e alla frammentazione dell’Islam mediterraneo: prima il califfato omayade di Cordova (929-1031), poi il califfato fatimida in Egitto (929-1171) rompono l’unità dell’Islam, innescando tendenze centrifughe che favoriranno al suo interno l’avvento dell’egemonia turca, la “reconquista” cristiana in Spagna e la progressiva ripresa di influenza dell’Impero Bizantino. Ormai il Mediterraneo appare sempre più come una realtà policentrica nella quale i diversi califfati arabi, cristiani occidentali e cristiani orientali giocano ruoli fondamentali senza peraltro pervenire a esercitare su di esso un controllo esclusivo, mentre sul piano economico i momenti di interazione reciproca si alternano con fasi di chiusura.
Il difficile percorso della modernità araba
Dal XII secolo il rapporto degli arabi con il Mediterraneo appare sempre più condizionato dai turchi, tanto da condividerne i successi e la successiva lenta decadenza. Lo sviluppo della potenza marittima dei portoghesi e degli spagnoli nel corso del secolo XV, il successivo ingresso degli inglesi nel mare un tempo latino e greco, indicano una loro crescente marginalizzazione in un mare già di per sé fortemente ridimensionato nel suo sviluppo economico e commerciale dalle scoperte nel nuovo mondo e dal dislocamento sull’Atlantico delle rotte commerciali più importanti; del resto parallela a quella che a partire dal XVII secolo. Stava interessando numerosi stati dell’area, a vantaggio di potenze extramediterranee come l’Inghilterra. Né l’avvento del colonialismo contribuisce a canbiare i dati del problema. La “modernità” delle potenze coloniali si traduce in uno sfruttamento delle risorse e nell’”esportazione” nelle colonie di nuclei di popolazione frutto dei surplus demografici europei dei secoli XVII-XVIII-XIX.
Successi e limiti della decolonizzazione
Nei primi anni del XX secolo un’importante novità è data dallo sviluppo, nel bacino del Mediterraneo e in altre zone del terzo mondo, di forti e aggressivi movimenti nazionalistici, decisi a recuperare il controllo sui propri spazi geografici e sulle relative risorse naturali. Grazie anche all’indebolimento dei Paesi colonialisti europei, provocato dalle due guerre mondiali e in particolare dalla seconda, movimenti come il Baath in Siria e in Irak, come il Neodestur in Tunisia, il nasserismo in Egitto sono forse il tentativo più radicale mai realizzato dei popoli arabi di riprendere tra le mani il proprio destino e di ridefinire i rapporti con i Paesi ex colonizzatori in una prospettiva al tempo stesso panaraba laica e repubblicana. Momenti chiave del risveglio arabo sono stati la nazionalizzazione del canale di Suez (1956), l’indipendenza della Tunisia (1956), la terribile guerra d’Algeria che ha comunque portato all’indipendenza di questo Paese (accordi di Evian, 1962). Sono anni nei quali, anche appoggiandosi al movimento dei Paesi non allineati, Paesi come l’Egitto perseguono un modello di sviluppo autocentrato che si sforza di mantenere il controllo sulle proprie risorse economiche. Questo modello, che si sforza di industrializzare il Paese senza farsi condizionare dalla divisione internazionale del lavoro, viene applicato nella sua pienezza in Paesi come l’Egitto e l’Algeria, ma entra progressivamente in crisi negli anni ’70 a causa della debolezze politiche accumulate, degli alti costi che implica e del comportamento scarsamente collaborativo dell’Europa, a lungo incapace di costituire un interlocutore valido e propositivo per l’altra sponda del Mediterraneo, anche dopo il promettente avvio segnato dalla Convenzione di Lomé (1975). La cui “politica delle preferenze” entra però in contrasto con la linea liberista del WTO, l’Organizzazione Mondiale del Commercio.
La questione dei rapporti tra le due rive del Mediterraneo, quella europea e quella araba, rimane tra i problemi cruciali del mondo contemporaneo. Le due rive continuano ad avere rapporti verticali caratterizzati da solito schema vigente tra Paesi sviluppati e sottosviluppati. Da una parte l’emisfero nord, non necessariamente i Paesi rivieraschi, esporta prodotti finiti ad alto costo, dall’altra la riva sud esporta materie prime, prodotti a scarso valore aggiunto e lavoro a buon mercato. L’Europa del sud, essa stessa in ritardo nelle tecnologie di punta, mantiene la sua fragile supremazia sull’altra riva, ma senza essere mai riuscita ad innescare quel circolo virtuoso aumento degli scambi-crescita dello sviluppo-aumento degli scambi verificatosi a lungo tra i Paesi dell’Unione Europea.
* Insegna Storia e Filosofia in un liceo romano.
Pubblicato il 14/04/2011
23 novembre 2011
Acqua di falde amare
amiala cum'â l'aria ch'â l'è lê ch'â l'è lê
amiala cum'â l'aria amìa amia cum'â l'è
amiala ch'â l'arìa amia ch'â l'è lê ch'â l'è lê
Guardala che arriva guarda com'è com'è
guardala come arriva guarda che è lei che è lei
guardala come arriva guarda guarda com'è
guardala che arriva che è lei che è lei
nera che porta via che porta via la via
nera che non si vedeva da una vita intera così dolcenera nera
nera che picchia forte che butta giù le porte
nu l'è l'aegua ch'à fá baggiá
imbaggiâ imbaggiâ
Non è l'acqua che fa sbadigliare
(ma) chiudere porte e finestre chiudere porte e finestre
nera di malasorte che ammazza e passa oltre nera come la sfortuna
che si fa la tana dove non c'è luna luna nera di falde amare che passano le bare
âtru da stramûâ
â nu n'á â nu n'á
Altro da traslocare
non ne ha non ne ha
ma la moglie di Anselmo non lo deve sapere
ché è venuta per me
è arrivata da un'ora
e l'amore ha l'amore come solo argomento
e il tumulto del cielo ha sbagliato momento
acqua che non si aspetta altro che benedetta
acqua che porta male sale dalle scale sale senza sale sale
acqua che spacca il monte che affonda terra e ponte
nu l'è l'aaegua de 'na rammâ
'n calabà 'n calabà
Non è l'acqua di un colpo di pioggia
(ma) un gran casino un gran casino
ma la moglie di Anselmo sta sognando del mare
quando ingorga gli anfratti si ritira e risale
e il lenzuolo si gonfia sul cavo dell'onda
e la lotta si fa scivolosa e profonda
amiala cum'â l'aria amìa cum'â l'è cum'â l'è
amiala cum'â l'aria amia ch'â l'è lê ch'â l'è lê
Guardala come arriva guarda com'è com'è
guardala come arriva guarda che è lei che è lei
acqua di spilli fitti dal cielo e dai soffitti
acqua per fotografie per cercare i complici da maledire
acqua che stringe i fianchi tonnara di passanti
âtru da camallâ
â nu n'à â nu n'à
Altro da mettersi in spalla
non ne ha non ne ha
oltre il muro dei vetri si risveglia la vita
che si prende per mano
a battaglia finita
come fa questo amore che dall'ansia di perdersi
ha avuto in un giorno la certezza di aversi
acqua che ha fatto sera che adesso si ritira
bassa sfila tra la gente come un innocente che non c'entra niente
fredda come un dolore Dolcenera senza cuore
atru de rebellâ
â nu n'à â nu n'à
Altro da trascinare
non ne ha non ne ha
e la moglie di Anselmo sente l'acqua che scende
dai vestiti incollati da ogni gelo di pelle
nel suo tram scollegato da ogni distanza
nel bel mezzo del tempo che adesso le avanza
così fu quell'amore dal mancato finale
così splendido e vero da potervi ingannare
Amìala ch'â l'arìa amìa cum'â l'é
amiala cum'â l'aria ch'â l'è lê ch'â l'è lê
amiala cum'â l'aria amìa amia cum'â l'è
amiala ch'â l'arìa amia ch'â l'è lê ch'â l'è lê
Guardala che arriva guarda com'è com'è
guardala come arriva guarda che è lei che è lei
guardala come arriva guarda guarda com'è
guardala che arriva che è lei che è lei
21 novembre 2011
Ascolta il testo dei POSTSpeech by ReadSpeaker |
Informazioni personali |



